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L'Italia e la BERS

 

L'Italia e la BERS

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Raffaella Di Maro e Dante Brandi, rispettivamente Direttore Esecutivo e
Direttore Esecutivo Aggiunto per l'Italia, ad una seduta del Consiglio di Amministrazione BERS

 

La BERS è un’Istituzione Finanziaria Internazionale costituita nel 1991 per (Art. 1 dello Statuto): “favorire la transizione verso l’economia di mercato e promuovere l’iniziativa privata e imprenditoriale nei Paesi dell’Europa centrale ed orientale, impegnati ad applicare i principi della democrazia multipartitica, del pluralismo e dell’economia di mercato”. Per la realizzazione di tale mandato la Banca, che opera in collaborazione con altre IFI, agisce secondo un modello project-based, fornendo finanziamenti per progetti o investimenti, concedendo prestiti e garanzie e acquisendo partecipazioni azionarie. La Banca opera in un’ottica commerciale: i prestiti sono concessi a tassi di interesse di mercato e uno dei principi generali che governano tutte le operazioni è il sound banking (gli altri sono gli obiettivi di transizione e l’addizionalità).

La BERS si caratterizza, rispetto alle altre banche multilaterali di sviluppo regionale, per la marcata accentuazione politica del proprio mandato: la sua assistenza a sostegno del processo di transizione economica non può prescindere dall’esistenza, nei paesi di operazione, di regimi democratici basati sul pluralismo e sul rispetto dei diritti umani. La verifica dell’adesione a tali principi è parte integrante delle operazioni della BERS, sulla base della political methodology approvata dal Consiglio di Amministrazione della Banca.

Lo Statuto prevede inoltre un limite dell'operatività della banca nel settore pubblico: complessivamente non più del 40 percento del portafoglio può essere costituito da operazioni nel settore pubblico, mentre almeno il 60 per cento deve essere rivolto al settore privato.

L’Italia è paese fondatore della BERS. La rilevanza della Banca per gli interessi italiani è evidente, in quanto l’area di intervento della Banca rappresenta una delle direttrici principali dell’interscambio commerciale e degli investimenti esteri italiani. Oltre ad essere rilevante azionista con una quota pari all’8,52 per cento, il nostro paese è anche un importante donatore della Banca. Contribuisce infatti alle operazioni della BERS anche tramite il sostegno al Technical Cooperation Funds Programme (TCFP) della Banca: un programma di assistenza tecnica finalizzato ad assicurare un maggiore impatto delle attività nei paesi di operazione. Al programma partecipano 30 paesi donatori e agenzie. L’Italia partecipa al TCFP con due principali Fondi a carattere generale: l’Italian Technical Cooperation Fund e il Central European Initiative Technical Cooperation Fund (del quale è l’unico donatore) e con l’Italian Cooperation Fund for Private Sector Development in Western Balkans (ICF-PSD), che mira a promuovere lo sviluppo del settore privato nei Balcani Occidentali, con particolare riguardo ai settori finanziario, energetico e delle piccole municipalità.

L’Italia è stato uno dei paesi azionisti BERS più favorevoli e convinti sostenitori dell’espansione dell’attività della Banca nei paesi del Mediterraneo sud-orientale (SEMED). Un processo seguito agli eventi della Primavera Araba del 2010 e tradottosi nel sostegno espresso dai Capi di Stato e di Governo del G8, riuniti a Deauville nel maggio 2011 verso questo allargamento del mandato geografico. Oggi sono azionisti e paesi di operazione BERS anche Egitto, Giordania, Marocco e Tunisia, mentre è in corso di finalizzazione l’adesione del Libano.

Il Ministro dell’Economia e Finanze, Pier Carlo Padoan, nelle vesti di Presidente del Consiglio dei Governatori, ha guidato i lavori degli Annual Meetings 2016 della Banca, lo scorso 10-12 maggio. I Governatori, oltre a celebrare il 25mo anniversario della Banca e salutare l’ingresso della Repubblica Popolare Cinese nell’azionariato, hanno approvato tra le altre cose il Piano di Implementazione Strategica (Strategic Implementation Plan) 2016-18, che consiste in un piano industriale ad attività ed investimenti crescenti con focus su sostenibilità ambientale e potenziamento del dialogo politico. Il Consiglio ha inoltre rieletto il britannico Sir Suma Chakrabarti alla presidenza della BERS per un ulteriore mandato quadriennale.

Al marzo 2016, la BERS vede una esposizione complessiva di oltre 40 miliardi di euro nei paesi di operazione, con i portafogli più grandi in Turchia (5,8 mld), Russia (5,2) e Ucraina (4,9).

L’Italia in BERS

Governatore: Pier Carlo Padoan
Governatore aggiunto: Filippo Giansante
Direttore esecutivo: Raffaella Di Maro
Direttore esecutivo aggiunto: Dante Brandi

per approfondimenti sulla BERS e l'Italia consultare i siti BERS: http://www.ebrd.com/home - http://www.ebrd.com/who-we-are/structure-and-management/shareholders/italy.html 


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