Cooperazione economica
Le relazioni economico-commerciali tra Italia e Regno Unito sono solide e diversificate e si sviluppano nel contesto della comune appartenenza al Mercato Unico Europeo ed al novero dei Paesi G8.
La grave crisi economico-finanziaria ha avuto forti ripercussioni sugli scambi commerciali tra i due paesi e, secondo i dati delle dogane inglesi, nel 2009 il valore dell'interscambio tra Italia e Regno Unito è stato di 20.177 milioni di sterline, registrando una diminuizione del 12% rispetto al 2008 (22.948 mds).
Nel 2009 le importazioni britanniche dall'Italia sono state di 11.983 mds, una quota del 3,9% sul totale delle importazioni britanniche (4% nel 2008). Le esportazioni britanniche verso l'Italia sono ammontate a 8.195 mds, una quota del 3,65% del totale delle esportazioni britanniche (3,74% nel 2008). Risulta confermata la nostra posizione di importante mercato di sbocco per il commercio britannico (ottavo Paese acquirente).
L'andamento sopra descritto ha portato ad una diminuizione del saldo commerciale bilaterale, tradizionalmente favorevole all'Italia, passato da 4.753 mds nel 2008 a 3.788 mds nel 2009.
Il flusso degli investimenti diretti tra i due Paesi ha iniziato a crescere significativamente a partire dalla seconda metà degli anni ’90. Secondo i dati forniti dall’Office for National Statistics, nel 2008 gli investimenti italiani in UK ammontavano a 4 miliardi di sterline e le aziende presenti erano circa 700.
Il settore dell’energia e’ il primo come fatturato e ha l’ENI al suo centro con le diverse aziende del gruppo: Eni UK, Agip, Polimeri EuropaUK, Engineering and Construction e Snamprogetti.
Il settore della difesa e’ il secondo piu’ importante con il Gruppo Finmeccanica, la cui attivita’ nel Regno Unito si sviluppa principalmente tramite la AgustaWestland, la Selex Galileo, la Selex Communications, la Vega, la Selex Systems Integration e la recentemente acquisita DRS Technologies. Le societa’ del gruppo arrivano ad impiegare oggi sul territorio britannico circa 10.000 dipendenti facendo si’ che Finmeccanica consideri il Regno Unito come una sorta di secondo mercato nazionale.
Il settore degli autoveicoli si pone al terzo posto con i i diversi marchi del gruppo Fiat .
Il settore degli elettrodomestici e’ al quarto posto con in primo piano il Gruppo Merloni (Indesit) che ha acquisito Hotpoint, Cannon e Creda, il Gruppo Candy ( con il marchio Hoover) ed il Gruppo De Longhi (con il marchio Kenwood);
Il settore della componentistica elettrica ed elettronica si colloca al quarto posto e vede come aziende principali la Telemar Uk e la SG Microelectronics.
Tra le altre presenze italiane nel Regno Unito vanno ricordate:
- La SEDA-UK dell’imprenditore Antonio D’Amato, operante nel settore del packaging alimentare;
- la ALI (leader europeo nella progettazione, produzione e distribuzione di apparecchiature per la ristorazione professionale) che ha acquisito parte della divisione Aga Foodservice Equipment (AFE);
- La Ferrero;
Menzione a parte meritano anche tutti i marchi prestigiosi del Made in Italy dei settori della moda e del design (Armani, Versace, Prada, Loro Piana, Dolce&Gabbana, Max Mara, Zegna, Tod’s, Furla, Natuzzi, Alessi, Guzzini, Bulgari, ecc.) che negli anni recenti hanno investito ingenti risorse nella promozione e distribuzione sul mercato britannico in particolare a Londra, con l’apertura di showrooms e punti vendita.
Le principali banche italiane sono presenti con proprie filiali nella City e costituiscono un anello essenziale della cooperazione economica bilaterale: le recenti fusioni (San Paolo IMI- Banca Intesa, Unicredit-Capitalia, Banco Popolare di Verona e Novara-Banca Popolare Italiana) e l’acquisizione di BNL da parte di BNP Paribas hanno comportato l’aumento del peso specifico della nostra presenza bancaria.
Forte e’ anche la presenza degli investimenti diretti britannici in Italia;
secondo le ultime stime disponibili, circa 470 società britanniche dispongono di filiali in Italia, localizzate principalmente nelle regioni nord-occidentali e nord-orientali del Paese: telecomunicazioni (Vodafone), energia (British Gas, International Power), farmaceutica (GlaxoSmithKline) e servizi bancari (Royal Bank of Scotland, Barclays) sono i settori di maggiore attrazione dei capitali britannici.
Anche nel settore turistico si registrano presenze significative di investitori britannici di primaria importanza quali i gruppi Rocco Forte Hotels (gia’ proprietario degli Hotel Savoy a Firenze e de Russie a Roma e che ha completato recentemente un grande progetto di sviluppo turistico in Sicilia, nei dintorni di Sciacca Terme) e Orient Express (Cipriani di Venezia, Villa San Michele a Fiesole, Splendido a Portofino, Caruso a Ravello).